La prevenzione orale non riguarda soltanto la cura dei denti quando compare un problema. Una buona salute della bocca si costruisce ogni giorno attraverso alcune semplici abitudini: una corretta igiene orale, la pulizia degli spazi interdentali, un’alimentazione equilibrata, una buona idratazione e controlli periodici dal dentista.
Prendersi cura della bocca significa prevenire, quando possibile, condizioni frequenti come carie, gengivite e malattia parodontale e contribuire a mantenere nel tempo la salute di denti e gengive. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, molte patologie orali sono in larga parte prevenibili e condividono alcuni fattori di rischio con altre malattie croniche, tra cui il consumo elevato di zuccheri, il tabacco e il consumo dannoso di alcol.
Ma quali sono le abitudini più importanti da ricordare ogni giorno?
1. Quante volte al giorno bisogna lavare i denti?
La raccomandazione generale è di spazzolare i denti minimo due volte al giorno per circa due minuti, utilizzando un dentifricio al fluoro. L’American Dental Association indica proprio questa combinazione come una delle principali abitudini per la prevenzione di carie e problemi gengivali.
Non conta soltanto la durata dello spazzolamento. È importante raggiungere tutte le superfici dei denti, compreso il margine vicino alle gengive, utilizzando movimenti delicati e senza esercitare una pressione eccessiva.
Uno spazzolamento troppo energico non significa necessariamente pulire meglio: una tecnica corretta e costante è più importante della forza con cui si utilizza lo spazzolino.
Meglio uno spazzolino manuale o elettrico?
Entrambe le tipologie possono essere utilizzate efficacemente. La scelta può dipendere dalle caratteristiche e dalle esigenze individuali; ciò che conta è utilizzare correttamente lo spazzolino e mantenere una routine regolare.
Anche la sostituzione dello spazzolino è importante: l’ADA indica generalmente un intervallo di circa tre-quattro mesi, o prima se le setole risultano consumate o deformate.
2. Perché è importante pulire gli spazi tra i denti?
Lo spazzolino non riesce a raggiungere efficacemente tutte le superfici presenti tra un dente e l’altro. In queste zone può accumularsi la placca batterica (una pellicola composta da batteri e residui che si deposita sulle superfici dei denti). Per questo la pulizia interdentale dovrebbe far parte della normale igiene orale quotidiana.
Se la placca non viene rimossa, può contribuire allo sviluppo di carie e infiammazione delle gengive. Con il tempo, inoltre, la placca può mineralizzarsi e trasformarsi in tartaro, un deposito duro e aderente alla superficie dentale che non può essere eliminato con il semplice spazzolamento.
Il filo interdentale e gli scovolini permettono di rimuovere placca e residui dalle zone che lo spazzolino non riesce a detergere adeguatamente. L’American Dental Association raccomanda la pulizia tra i denti una volta al giorno, con filo o altro strumento interdentale.
È meglio usare il filo interdentale o lo scovolino?
Non esiste necessariamente uno strumento migliore per tutti. La scelta dipende dalla conformazione degli spazi interdentali e dalle caratteristiche della bocca.
In presenza di spazi più ampi, ad esempio, lo scovolino può essere particolarmente indicato; in altri casi può essere preferibile il filo interdentale. Per individuare lo strumento e la misura più adatti è utile chiedere consiglio al proprio dentista o igienista dentale.
L’obiettivo non è semplicemente utilizzare il filo o lo scovolino, ma pulire quotidianamente in modo efficace gli spazi tra i denti senza traumatizzare le gengive.
3. Bere acqua fa bene alla salute della bocca?
Sì. L’acqua contribuisce all’idratazione e, insieme alla saliva, svolge un ruolo importante nel mantenimento dell’ambiente orale.
La saliva, infatti, aiuta a lubrificare i tessuti, facilita la deglutizione, contribuisce alla pulizia della bocca e aiuta a mantenere un pH favorevole alla salute orale. Una riduzione del flusso salivare può aumentare il rischio di carie e altri problemi del cavo orale.
Per questo, durante la giornata, bere regolarmente acqua può essere una semplice abitudine da associare alla propria routine di prevenzione.
Cosa bere per proteggere i denti?
L’acqua rappresenta una scelta semplice per l’idratazione quotidiana. Al contrario, è opportuno limitare il consumo frequente di bevande zuccherate, perché gli zuccheri liberi rappresentano un importante fattore di rischio per la carie. L’OMS indica inoltre l’acqua come bevanda da preferire nell’ambito di una dieta orientata alla salute orale.
4. Quali alimenti e abitudini possono danneggiare denti e gengive?
La salute orale è influenzata anche dalle abitudini alimentari e dallo stile di vita.
Un consumo elevato di zuccheri favorisce lo sviluppo della carie: quando gli zuccheri presenti negli alimenti e nelle bevande vengono metabolizzati dai batteri della placca, si producono acidi che possono danneggiare progressivamente i tessuti duri del dente.
Per questo non è importante soltanto quanto zucchero si consuma, ma anche quanto frequentemente i denti vengono esposti agli zuccheri. Limitare gli spuntini e le bevande zuccherate frequenti può quindi contribuire alla prevenzione della carie.
Inoltre, l’OMS identifica zuccheri, tabacco e alcol tra i principali fattori di rischio modificabili delle patologie orali. In particolare, il consumo di tabacco è associato a un maggiore rischio di malattie parodontali. Al contempo, il consumo di alcol, soprattutto se associato al fumo, rappresenta un importante fattore di rischio per i tumori del cavo orale.
5. Quali segnali della bocca non bisogna trascurare?
La prevenzione significa anche imparare a riconoscere i cambiamenti che meritano una valutazione.
Gengive che sanguinano, gonfiore, arrossamento, dolore, sensibilità persistente, alito cattivo che non passa o cambiamenti nella mucosa orale non dovrebbero essere ignorati.
Il sanguinamento gengivale, per esempio, può essere associato a un’infiammazione delle gengive. Le malattie parodontali possono manifestarsi con gengive gonfie o sanguinanti e, nelle forme più avanzate, compromettere i tessuti che sostengono i denti.
Questo non significa che ogni singolo sintomo corrisponda necessariamente a una patologia: è la valutazione del professionista a permettere di comprenderne la causa.
6. Ogni quanto bisogna andare dal dentista?
I controlli odontoiatrici permettono di valutare lo stato di salute di denti, gengive e tessuti della bocca anche quando non sono presenti sintomi evidenti.
Non è necessario aspettare che compaia dolore per effettuare un controllo. Alcune condizioni possono infatti svilupparsi senza provocare inizialmente sintomi percepibili.
La frequenza delle visite non deve però essere necessariamente uguale per tutti. Il richiamo può variare in base all’età, allo stato di salute orale, alla presenza di fattori di rischio, a eventuali terapie in corso e alle indicazioni del professionista. Anche il NHS sottolinea che la periodicità dei controlli dovrebbe essere indicata dal dentista in relazione alle esigenze individuali.
Per alcune persone un controllo ogni sei mesi può rappresentare un riferimento, mentre altre possono avere bisogno di intervalli differenti.
Prevenzione orale: le 6 abitudini da ricordare
Prendersi cura della salute orale significa quindi costruire una routine semplice ma costante:
- Spazzolare i denti almeno due volte al giorno, per circa due minuti, con dentifricio al fluoro.
- Pulire ogni giorno gli spazi interdentali con filo o scovolino, scegliendo lo strumento più adatto.
- Bere regolarmente acqua e prestare attenzione ai segnali di secchezza della bocca.
- Limitare zuccheri, alcol e tabacco, considerando anche la frequenza di consumo.
- Non trascurare sanguinamento, dolore, gonfiore o altri cambiamenti persistenti della bocca.
- Effettuare controlli odontoiatrici periodici, secondo le proprie esigenze e le indicazioni del professionista.
La prevenzione orale non si esaurisce quindi in una singola azione. È l’insieme di comportamenti quotidiani e controlli professionali che permette di prendersi cura nel tempo della salute di denti, gengive e bocca.
