Introduzione
Gli innesti ossei realizzati con materiale dentinale autologo, cioè appartenente al paziente,
— definiti innesti dentinali — rappresentano una soluzione innovativa e biologicamente attiva
per il trattamento dei difetti alveolari, ovvero le riduzioni di volume, densità o morfologia dell’osso
mascellare o mandibolare che sostiene i denti.
Il Prof. Menchini Fabris e il Dott. Cosola hanno preso parte alla realizzazione di uno studio scientifico
dedicato alla valutazione clinica di questa metodica, contribuendo all’analisi dei dati e alla discussione
dei risultati nell’ambito della rigenerazione ossea post-estrattiva.
Gli innesti dentinali vengono ottenuti dal dente del paziente stesso attraverso specifici protocolli di lavorazione
che consentono di trasformare un elemento dentario non più recuperabile in un biomateriale utile alla rigenerazione ossea.
La composizione della dentina, ricca di collagene, idrossiapatite e molecole bioattive, è molto simile a quella dell’osso
e ne supporta le proprietà osteoconduttive e osteoinduttive.
Il problema: la perdita ossea dopo l’estrazione
Dopo l’estrazione di un dente, la cresta alveolare post-estrattiva tende fisiologicamente a riassorbirsi.
La perdita di volume può essere significativa sia in senso orizzontale sia verticale e può compromettere
il corretto posizionamento implantare, con conseguenze estetiche e funzionali.
La preservazione dell’osso residuo è quindi un passaggio fondamentale nella pianificazione implantare.
Per questo motivo vengono utilizzati diversi materiali da innesto, tra cui materiali eterologhi di origine animale
o biomateriali sintetici. Tuttavia, negli ultimi anni gli innesti dentinali autogeni stanno acquisendo crescente
interesse per la loro elevata biocompatibilità e per la capacità di integrarsi in modo naturale nel processo di guarigione.
Obiettivo dello studio
L’obiettivo dello studio è stato quello di confrontare le prestazioni degli innesti dentinali con quelle di altri materiali
comunemente utilizzati per la preservazione alveolare, come:
- Innesti eterologhi (di origine animale)
- Guarigione spontanea con coagulo di sangue
In particolare, l’analisi ha valutato:
- La capacità di mantenere quantità e qualità dell’osso durante la guarigione dell’alveolo
- Il grado di riassorbimento del materiale
- Il tasso di successo degli impianti inseriti nei siti trattati
Metodologia
Sono stati selezionati otto studi clinici randomizzati controllati, per un totale di 249 pazienti e 281 siti di innesto osseo,
sulla base di specifici criteri di inclusione ed esclusione. L’analisi ha preso in esame parametri clinici, radiografici e
istomorfometrici per valutare la neoformazione ossea e la stabilità implantare.
Risultati
- I risultati hanno evidenziato che gli innesti dentinali hanno prodotto un aumento significativo della formazione di nuovo osso
rispetto agli innesti eterologhi. - Il materiale è stato riassorbito in modo più completo, lasciando una quantità inferiore di residui estranei nel sito rigenerato.
Questo aspetto favorisce una migliore qualità del tessuto osseo neoformato. - Gli impianti inseriti nei siti preservati con innesti dentinali hanno mostrato stabilità e tassi di successo comparabili a quelli
ottenuti con innesti xenogenici. - Rispetto alla guarigione naturale delle cavità post-estrattive, l’utilizzo di innesti dentinali ha determinato una riduzione della
perdita ossea del 60–70% in senso orizzontale e del 65–75% in senso verticale durante il periodo di guarigione. - Le complicanze osservate sono state esclusivamente minori (circa il 2,2%), senza eventi avversi gravi riportati negli studi analizzati.
Conclusioni
L’obiettivo primario della chirurgia orale rimane quello di evitare l’utilizzo di sostituti ossei quando non strettamente necessario.
Tuttavia, quando la preservazione o la ricostruzione ossea è indispensabile, gli innesti dentinali rappresentano una valida alternativa
ai materiali convenzionali.
Le evidenze scientifiche indicano che questi materiali:
- Presentano un’elevata biocompatibilità
- Favoriscono la formazione di osso di buona qualità
- Consentono una preservazione efficace del volume alveolare
- Garantiscono tassi di successo implantare affidabili
La letteratura supporta in particolare l’utilizzo di preparati parzialmente demineralizzati,
che sembrano offrire un equilibrio ottimale tra stabilità strutturale e stimolo biologico alla rigenerazione.
Riferimento scientifico
Il presente articolo si basa su una revisione sistematica della letteratura scientifica pubblicata su rivista internazionale peer-reviewed.
Disponibile qui.
