Conversazione con Anna Trinchillo, assistente alla poltrona e responsabile dell’area clinica San Rossore Dental Unit
Per molte persone andare dal dentista è ancora oggi fonte di ansia e paura. Da cosa nasce, secondo lei, questa emozione così diffusa?
La paura del dentista è un’emozione molto comune e spesso arriva prima ancora di sedersi sulla poltrona. È fatta di ricordi, esperienze passate, timore del dolore o del giudizio. A volte è silenziosa, ma accompagna le persone per anni. È importante riconoscerla, perché fa parte della storia di chi abbiamo davanti.
Alla San Rossore Dental Unit parlate spesso di “cura che nasce dall’emozione”. Cosa significa concretamente?
Significa che la cura non è solo tecnica. C’è un momento, dopo ogni trattamento, che per me vale più di qualsiasi risultato clinico: quando una persona si accorge di poter sorridere di nuovo con serenità. In quel gesto c’è fiducia, c’è sollievo, c’è la sensazione di essersi sentiti accolti. È da lì che nasce il nostro modo di prenderci cura dei pazienti.
Quanto conta l’ambiente nel ridurre la paura?
Conta moltissimo. La serenità inizia già dall’arrivo. Essere immersi nel verde del Parco di San Rossore, entrare in uno spazio luminoso, curato, lontano dall’idea tradizionale di studio dentistico, aiuta a rallentare e a sentirsi più tranquilli. Anche l’ambiente comunica attenzione e rispetto.
Come accompagnate concretamente i pazienti nel loro percorso?
Tutto parte dall’ascolto. Non esistono pazienti uguali, così come non esistono paure uguali. Il nostro lavoro è accompagnare ogni persona passo dopo passo, rispettandone i tempi, le emozioni e i bisogni. Tecniche come la sedazione cosciente ci permettono di rendere le cure più serene e consapevoli, restituendo al paziente il controllo della propria esperienza. La paura non viene negata, ma accolta e trasformata.
Quanto è importante il lavoro di squadra in questo approccio?
È fondamentale. Alla San Rossore Dental Unit lavoriamo in modo multidisciplinare: implantologia, ortodonzia, pedodonzia, igiene ed estetica dentale dialogano continuamente. Medici, igienisti e assistenti condividono una visione comune: prendersi cura della persona nella sua interezza, costruendo piani di cura personalizzati e coerenti.
La cura finisce quando il paziente si alza dalla poltrona?
Assolutamente no. Il benessere continua anche dopo. Abbiamo spazi dedicati al post-operatorio, confortevoli e assistiti, pensati per trasformare anche il recupero in un momento di tranquillità. La struttura è completamente accessibile e il personale è formato per accogliere persone con disabilità o bisogni specifici, in un contesto realmente inclusivo.
Che ruolo hanno scienza e innovazione in questo percorso?
La ricerca scientifica e l’aggiornamento continuo ci permettono di offrire trattamenti sempre più efficaci e naturali. Ma la tecnologia, da sola, non basta. È la sensibilità umana a rendere l’innovazione davvero significativa. Tecnologia ed empatia, qui, convivono ogni giorno.
Se dovesse lasciare un messaggio a chi ha ancora paura del dentista, quale sarebbe?
Direi che oggi la paura non deve più essere protagonista. Alla San Rossore Dental Unit trovano spazio la fiducia, l’ascolto e la serenità. Tornare a sorridere può davvero essere un’esperienza senza paura.
