implantologia

implantologia

L’implantologia osteo-dentaria permette di ripristinare uno o più denti mancanti, restituendo al paziente la corretta funzione masticatoria e un sorriso perfetto. Negli ultimi anni, questa tecnica chirurgica ha ottenuto caratteristiche di predicibilità e sicurezza talmente alte da essere oggi la migliore terapia per risolvere le situazioni di “edentulia”, cioè l’assenza di denti.

Certamente, quando si tratta di dover affrontare un intervento di chirurgia orale sono molte le domande che sorgono. Tra queste, spiccano soprattutto le preoccupazioni riguardo i costi e il mantenimento dell’impianto, di cui parleremo più avanti. Tuttavia, molte domande riguardano soprattutto le principali caratteristiche dell’intervento. Vogliamo quindi rispondere ad alcune delle più frequenti per spiegare in che cosa consiste un impianto dentario, come si svolge l’intervento e quali sono i casi in cui potervi ricorrere.

1. Come è fatto un impianto dentario? 



L’impianto dentario è un cilindro in titanio a forma di vite. Il dentista lo inserisce nell’osso attraverso un semplice e piccolo intervento chirurgico. Se va a sostituire un dente perso, l’impianto diventa il perno su cui ancorare il dente ricostruito. Se invece la mancanza di denti è più importante, l’impianto diventa il supporto per avvitare protesi più estese, che sostituiscano una parte o tutti i denti di un’arcata. Il dentista stabilisce la forma, la lunghezza e il diametro dell’impianto in base all’osso del paziente. Di norma, i più diffusi sono gli impianti di forma cilindrica o conica con una lunghezza media di 10 mm e un diametro di 3,75 mm.

2. Posso fare un intervento di implantologia?

L’implantologia dentaria è una procedura rivolta ad adulti e anziani. Il paziente deve avere già completato lo sviluppo puberale: di conseguenza, gli unici soggetti che non possono essere sottoposti a questa riabilitazione sono i bambini e gli adolescenti. Per quanto riguarda adulti e anziani, grazie agli standard di sicurezza dell’implantologia moderna e alla possibilità di svolgere interventi con l’ansiolisi, è possibile operare anche pazienti con patologie sistemiche importanti. È comunque necessario che queste patologie, come diabete e cardiopatie, siano ben controllate dai relativi specialisti. Ad oggi, le moderne tecniche chirurgiche consentono di restituire il sorriso con denti fissi ed esteticamente eccellenti nella quasi totalità dei pazienti, compresi quelli che hanno sviluppato gravi atrofie ossee a livello della mandibola.

3. Quali esami devo fare prima di un intervento di implantologia?

Il dentista si occupa di eseguire il piano di trattamento di implantologia dopo aver fatto un’attenta valutazione del paziente e un’anamnesi generale del suo stato di salute. Se necessario, può prescrivere eventuali accertamenti diagnostici e consulenze specialistiche, specialmente in presenza di patologie importanti come cardiopatie o diabete. Dopodiché, il dentista esegue la Pianificazione Implantare a partire da alcuni esami radiologici specifici come la classica radiografia panoramica e la tomografia computerizzata 3D, che consente di valutare il volume dell’osso disponibile in maniera tridimensionale.

4. Se l’osso manca è un problema?

L’impianto dentale deve essere inserito nell’osso, quindi è normale domandarsi se la cosiddetta atrofia ossea può essere d’ostacolo all’intervento. In passato venivano proposti molti modi per ripristinare l’osso mancante, per lo più mediante innesti ossei con materiale biocompatibile, spesso di origine umana. Oggi, nella maggior parte dei casi, questo procedimento non è più necessario. Grazie alla tecnologia del Paziente Virtuale, possiamo infatti elaborare un modello paziente-specifico e studiare tutte le possibili riabilitazioni adatte al suo caso, scegliendo così la soluzione meno invasiva.

5. Quante sedute sono necessarie per un intervento di implantologia?

In passato gli interventi di implantologia si articolavano su più sedute, causando un maggiore disagio post-operatorio nel paziente e costi complessivi più elevati. Oggi, lo studio della migliore tecnica riabilitativa attraverso il Paziente Virtuale permette sempre più spesso di concentrare in un’unica seduta più terapie che possono essere eseguite contestualmente. Per esempio, si possono eseguire in un’unica seduta sia l’estrazione di denti non recuperabili sia l’inserimento degli impianti in titanio su cui avvitare i denti fissi. Anche il cosiddetto “carico immediato” è parte integrante di questo approccio. 

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6. Che cos’è il carico immediato?

Il carico immediato è la condizione per cui il dentista inserisce l’impianto nell’osso e, nell’ambito della stessa seduta, posiziona subito i denti fissi. Se le condizioni del paziente lo consentono – per esempio se c’è sufficiente volume osseo – il dentista può riabilitare un’intera arcata edentula con 4 o 6 impianti, ancorando contestualmente i denti mancanti. Anche nei rari casi in cui è necessario ricorrere agli innesti ossei, una volta ripristinato il volume sufficiente dell’osso è possibile operare con il carico immediato. Infine, il carico immediato si utilizza nelle aree dei settori anteriori per sostituire denti singoli o piccoli gruppi di denti, in modo da permettere al paziente di sorridere e parlare con serenità anche durante il periodo di guarigione.

7. Sentirò dolore nel mettere gli impianti?


Il dentista esegue gli interventi di implantologia semplice con la stessa anestesia locale usata per la cura dei denti. In genere sono molto operazioni veloci e possono essere seguite da un lieve fastidio post-operatorio, perfettamente controllabile con i normali analgesici e antinfiammatori. Durante gli interventi più complessi e lunghi, o nei pazienti più apprensivi e timorosi, il dentista può indirizzare verso altri tipi di sedazione. È possibile infatti ricorrere alla sedazione cosciente mediante protossido di azoto oppure alla sedazione endovenosa effettuata da un medico anestesista, che consente al paziente di annullare completamente l’ansia e sopportare senza alcun fastidio anche gli interventi più lunghi, con un ottimo decorso post-operatorio. L’utilizzo di ciascuna delle possibili terapie di ansiolisi deve essere tuttavia sempre vagliata e scelta nella visita pre-operatoria con il chirurgo orale.

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